Mps, Fanetti (M5S) insiste: “Dal sindaco arroganza istituzionale”. E sul futuro della banca il M5S cambia linea rispetto all’era Grillo

Sulla partita bancaria prevale il realismo: “Golden Power auspicabile, ma alla fine sarà il mercato a decidere”

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Il Movimento 5 Stelle di Siena non arretra di un passo e rilancia la richiesta di dimissioni del sindaco Nicoletta Fabio. A tornare sull’argomento è il coordinatore provinciale Alessandro Fanetti, che dopo il comunicato diffuso all’indomani dell’ultimo Consiglio comunale accusa la prima cittadina di aver tenuto nascosto un incontro con emissari di Intesa Sanpaolo avvenuto la mattina del 24 giugno, poche ore prima della seduta straordinaria e monotematica convocata per discutere il futuro di Monte dei Paschi.

Per Fanetti, il nodo politico non è il contenuto dell’incontro ma la sua mancata comunicazione all’aula consiliare, che proprio quel giorno era impegnata nella ricerca di una posizione unitaria a difesa della banca senese: “Questo famoso incontro non solo è avvenuto, ma è avvenuto la mattina stessa del Consiglio comunale fatto appositamente e monotematico su Monte dei Paschi per trovare un’unità –  afferma il coordinatore provinciale del M5S -. Il sindaco, che rappresenta il Consiglio comunale, si permette di non dire dell’avvenuto incontro. Secondo me è un fatto di una gravità inaudita“.

Da qui la richiesta di dimissioni che si traduce in una presa di posizione che Fanetti motiva parlando apertamente di una frattura nel rapporto istituzionale costruito attorno alla mozione unitaria approvata il 24 giugno: “Noi avevamo spinto per la creazione di un tavolo inter-istituzionale e va dato atto sia al sindaco sia al Consiglio comunale di aver lavorato in questa direzione – riconosce Fanetti -. Però quando viene fuori una cosa come quella emersa ieri ti cade la voglia di collaborare, perché è un’arroganza istituzionale inaccettabile“.

Ma l’intervista offre anche uno spunto più ampio sul futuro di Monte dei Paschi e sull’evoluzione della stessa posizione del Movimento 5 Stelle. Tredici anni fa, nel pieno della crisi dell’istituto, Beppe Grillo arrivò a Siena per partecipare all’assemblea degli azionisti e sostenne apertamente la necessità di una nazionalizzazione della banca come strumento per sottrarla alla politica e impedirne lo smembramento.

Oggi il contesto è completamente diverso e, con esso, anche la linea del Movimento. Fanetti rivendica una posizione più pragmatica e meno ideologica rispetto a quella degli anni della leadership grillina: “Il Movimento 5 Stelle non parteciperà assolutamente a una disputa tra due players bancari” – spiega riferendosi alla partita aperta tra Intesa Sanpaolo e Banco BPM -. Si tratta di un’operazione di mercato che monitoriamo costantemente, sia a livello locale sia nazionale”.

L’auspicio resta quello di una possibile applicazione della Golden Power da parte del Governo, ipotesi già richiamata nella mozione unitaria approvata dal Consiglio comunale di Siena: “La Golden Power è ciò che vorrei perché non succede nulla e rimane lo status quo, questo è il mio auspicio personale e anche del gruppo che rappresento”, afferma Fanetti.

Al tempo stesso, però, il coordinatore pentastellato mostra consapevolezza delle difficoltà che accompagnano questa strada e riconosce che l’esito della partita sarà probabilmente determinato dalle dinamiche di mercato. “Siamo nelle mani del mercato, questo è un atto di realismo, che vinca Intesa o che vinca Banco BPM a noi non cambia nulla – sottolinea Fanetti -. Sono due grandi gruppi bancari nazionali che fanno il loro gioco. Il nostro compito sarà ottenere garanzie sui lavoratori, sulla sede, sulla direzione generale e su tutto ciò che rappresenta il Monte dei Paschi”.

Parole che segnano una distanza evidente rispetto alle posizioni sostenute dal Movimento delle origini. Se nel 2013 la risposta alla crisi passava attraverso l’intervento diretto dello Stato e la nazionalizzazione dell’istituto, oggi il M5S senese si muove dentro una logica di mercato, concentrando la propria azione sulla tutela del territorio e sul mantenimento delle funzioni strategiche della banca. Una trasformazione che riflette l’evoluzione del Movimento stesso: meno forza di protesta e più soggetto politico istituzionale, chiamato a confrontarsi con una partita che, tredici anni dopo l’arrivo di Grillo a Siena, resta centrale per il futuro della città.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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