Pay Care (ex Bassilichi): rischio cassa integrazione per 91 lavoratori

I lavoratori sono stati messi davanti ad una scelta: continuare fino al 2022 con un nuovo contratto e una nuova società, oppure entrare in cassa integrazione

L’accordo sindacale non è stato trovato. E’ questo quanto è emerso dalla riunione di questa mattina tra Pay Care, Covisian e, appunto, i sindacati.
Tutto è partito dalla perdita di una commessa da parte di Paycare a favore di Covisian, che ha messo a rischio il lavoro di 26 dipendenti. Pay Care, nata dalla ceneri della Bassilichi e di proprietà della Comdata, ha sede alla Tognazza ma con la perdita di questa commessa potrebbe cambiare tutto. Il nuovo gruppo, la multinazionale Covisian, non avrebbe infatti interesse a mantenere la sede senese operativa. I 26 lavoratori in questione oggi sono stati messi davanti ad una scelta:

1) Accettare entro domani la proposta lavorativa della Covisian. I lavoratori adesso hanno un contratto con inquadramento da “metalmeccanici”, in caso decidessero di accettare questa opzione verrebbero riclassificati con l’inquadramento “telecomunicazioni”, un contratto più sfavorevole sotto vari punti di vista. Inoltre, e sopratutto, la Covisian garantisce la permanenza della sede a Siena fino al 30 giugno 2022, successivamente c’è solo un grosso punto di domanda. I lavoratori durante l’assemblea di oggi si sono detti contrari a questa opzione, e quindi probabilmente sceglieranno la seconda via disponibile.

2) Non accettare la proposta della Covisian. In questo caso la Pay Care ha messo a disposizione la cassa integrazione, ma c’è di più: la Pay Care ha esteso la CIG a tutti e 91 i lavoratori presenti sul territorio senese fino al 31 ottobre. Questa scelta probabilmente è stata fatta nell’ottica di ricollocare i lavoratori stessi, ma per discutere di questa presa di posizione nelle prossime settimane ci saranno altre assemblee.

Qualunque sarà la scelta dei lavoratori – la seconda è nettamente favorita – è difficile immaginare un futuro della Covisian a Siena dopo Giugno 2022. Quindi dopo Base Digitale Spa, anche un altro pezzo della ex Bassilichi rischia di andarsene per sempre dal territorio senese.