Senesi a Bruxelles: il racconto di Virginia Masoni e Gianluca Panti

Tanti i senesi a Bruxelles per lavoro: stanno tutti bene

La conta per essere rassicurati sulle condizioni dei familiari e degli amici che lavorano a Bruxelles inizia pochi secondi dopo la notizia degli attentati. Ce ne sono tanti di senesi che lavorano in Belgio e Bruxelles è una delle città europee preferite da giovani che decidono di lasciare l’Italia per lavorare all’estero. Oppure è meta obbligata per chi lavora con grandi multinazionali.

A Bruxelles, mentre si consumava la tragedia, c’era anche Virginia Masoni, responsabile comunicazione e relazione esterne di Confindustria Toscana Sud. E’ lei che racconta: “Sono arrivata a Bruxelles due giorni fa per seguire dei seminari all’interno della Delegazione di Confindustria presso l’Unione Europea. Questa mattina quando è iniziata a circolare la notizia dell’esplosione all’aeroporto inizialmente i media locali parlavano di un tentato attentato, poco dopo sono arrivate le tragiche conferme dell’entità della tragedia: due esplosioni, 13 morti, moltissimi feriti.

Mi sono spostata dall’hotel dove alloggiavo alla sede degli uffici di Confindustria. Qua abbiamo appreso del secondo attentato presso le due stazioni metro di Maelbeek e Schuman che si trovano vicino alle sedi del Parlamento e del Consiglio europeo: 15 morti è il primo bilancio diffuso.

La città è completamente bloccata, macchine della polizia ed ambulanze sono ovunque. E’ stata chiusa la frontiera tra il Belgio e la Francia, bloccati i treni con la Germania. Siamo di fronte ad una ferita profondissima per tutta l’Europa a tre giorni dall’arresto di Salah Abdeslam, il principale ricercato per gli attentati di Parigi.”

Gianluca Panti ormai lavora da molto tempo a Bruxelles, in commissione europea. Questa mattina aveva preso il treno per una trasferta di lavoro quando è stato raggiunto dalla notizia degli attentati.

La sua testimonianza (il servizio completo nel tg di SienaTv) raccolta telefonicamente.

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