Truffa Brunello e Rosso di Montalcino, Confconsumatori Toscana riconosciuta parte civile

Uno degli imputati ha patteggiato, gli altri tre indagati rinviati a giudizio

All’udienza di ieri mattina, dinanzi al GUP del Tribunale di la Confconsumatori Toscana, per la sua attività svolta in favore dei consumatori per una corretta e consapevole alimentazione nonché contro la contraffazione dei prodotti ed alimenti, è stata riconosciuta come parte civile danneggiata per le conseguenze della truffa del Brunello e del Rosso di Montalcino.

La contestata frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine ha arrecato un danno all’immagine di uno dei vini più famosi d’Italia ed ha minato il rapporto fiduciario con i clienti consumatori (i quali a loro insaputa possono aver acquistato e consumato un vino che del Brunello aveva solo l’etichetta).

Uno degli imputati ha patteggiato e per questo dovrà versare in favore dell’Avv. Maria Rita Maccioni del foro di Siena che difende la Confconsumatori Toscana la somma di euro 1.500,00.

Gli altri tre indagati contro i quali l’associazione si era costituita parte civile (escludendo invece dalla costituzione i due dipendenti bancaria prosciolti completamente) sono stati rinviata a giudizio dinanzi al Tribunale di Siena per la prima udienza del 16.7.2018.

Per l’Avv. Maria Rita Maccioni, difensore di Confconsumatori, si tratta di un importante riconoscimento che sancisce il valore dell’attività svolta dall’associazione per la tutela della salute dei consumatori toscani, il consapevole consumo di alimenti e prodotti dotati di marchi di qualità in quanto i consumatori di vino, così come degli altri prodotti, devono fare giusto affidamento nelle etichette e marchi dei prodotti che scelgono e che devono, senza possibilità di inganno, certificare l’origine e la qualità del prodotto.

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