Valentini: “Sulla sicurezza dobbiamo essere orgogliosi”

Il sindaco: “Siena, per reati, 86esima su 106”

Le recenti dichiarazioni del sindaco Bruno Valentini sul tema della sicurezza hanno costituito l’oggetto dell’interrogazione urgente presentata nella seduta di ieri, 11 ottobre, dal gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi, da Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese) e Pietro Staderini (Sena Civitas). Sabatini ha richiamato “quanto espresso dal sindaco sulle tesi diffuse in città secondo le quali i cittadini senesi sarebbero restii a presentare denunce o che, addirittura, la Questura sarebbe propensa a cestinarle pur di non far diventare ufficiali certi dati: tesi alle quali lui stesso non crede, per sua stessa ammissione”.

“In data odierna – ha proseguito – su un quotidiano locale è stata pubblicata la nota del sindacato UGL Polizia di Siena, con la quale viene sollecitata una procedura di indagine al signor Questore per individuare chi siano i soggetti che diffondono tali tesi. La stessa nota non esclude di escutere il sindaco Valentini in qualità di persona informata dei fatti, ai sensi dell’articolo 351 del codice di procedura penale”. Sottolineando come “qualora ciò fosse vero, si tratterebbe di reati molto gravi e inaccettabili, commessi da ufficiali addetti alla ricezione delle denunce”, la consigliera ha chiesto al primo cittadino “se, quanto affermato, corrisponda a verità e quali altre informazioni abbia in suo possesso sul “cestinare le denunce” da parte della Questura”.

Il sindaco Bruno Valentini ha introdotto il suo intervento affermando che “anche se indirettamente, questa mia risposta entra in polemica con qualcuno con cui non avrei mai voluto fare polemica per il profondo rispetto che nutro nei confronti dell’attività della Polizia. È comunque strano che un sindacato esprima una posizione insieme a un movimento politico, quasi come una riedizione di un collateralismo che pensavo appartenesse al passato”.

Per quanto riguarda le statistiche, come ha sostenuto il sindaco, i dati sui reati non sono prodotti dal Comune ma curati e diffusi dal Ministero dell’Interno: “Non credo che ci siano differenze fra come vengono segnalati e censiti i dati a Siena o in qualsiasi altra città italiana. E questi dati hanno evidenziato, per l’ennesima volta, il buon piazzamento del territorio senese, il quale risulta 83esimo sulle 106 province per incidenza dei reati denunciati nel 2015 in rapporto alla popolazione residente. È il dato più basso in Toscana, di cui non possiamo che essere contenti. Pur riconoscendo che Siena non è esente da fenomeni di criminalità contro il patrimonio e le persone, che non abbiamo mai sottovalutato, dobbiamo essere consapevoli di questo dato oggettivo, per il quale ribadisco tutto l’apprezzamento per il lavoro congiunto tra istituzioni, cittadini e forze dell’ordine”.

Nel merito di quanto imputatogli nell’interrogazione, il sindaco ha letto in aula due stralci di altrettanti articoli pubblicati sui media locali, sostenendo come “a mio parere, si tratta di commenti del tutto opinabili”. Il primo intitolato “I furti non esistono se si dissuadono le vittime a sporgere denuncia” e l’altro “Non siamo una città senza reati”.

Valentini ha estrapolato un passaggio dal primo: “ […] Soprattutto se quando andate a denunciare il furto trovate ovunque atteggiamenti che scoraggiano a farlo, perché a Siena i furti non esistono. […] Ma il bello viene quando marito e moglie decidono di fare denuncia. Le prime forze dell’ordine alle quali si presentano dicono che non è compito loro. Le seconde forze dell’ordine alle quali si rivolgono spiegano alla coppia che forse non è il caso di sporgere denuncia perché tanto non hanno rubato nulla. È così che si fanno le statistiche: si fanno sulle denunce che però le vittime vengono dissuase a presentare […] ”.

Quanto al secondo: “ […] Una responsabilità da imputare non al funzionario addetto alla comunicazione, ma ai piani più alti, dove si dà disposizione di tacere i reati, forse per dare l’immagine di città super sicura, dove non viene commesso nulla di illecito e dove non accade niente che possa portare allarme sociale. Una tattica informativa che trovo odiosa. […]Qualche anno fa venni a sapere di una ragazza violentata all’uscita di una discoteca. Nessuno volle confermare la notizia che non fu scritta. Ma la settimana dopo venni a conoscenza che un’altra ragazza era stata violentata, anche lei all’uscita della discoteca. Avendo dei riscontri, seppur non ufficiali, scrissi la notizia. Ma nei giorni successivi fui convocata dal procuratore che cercò in tutti i modi, affatto cortesi, di convincermi a non scrivere più di quella vicenda […] ”.

Il sindaco ha concluso sostenendo fermamente “di non condividere i contenuti di questi articoli, smentiti dagli stessi dati che rendono onore alla nostra città e alle nostre forze dell’ordine”.

La consigliera Sabatini ha affermato che “il sindaco non ha risposto ai quesiti dell’interrogazione” e ha ribadito “la gravità di quanto dichiarato negli articoli che sono stati letti all’aula, nel caso che tali contenuti corrispondano al vero”. Più in generale, sui fenomeni di criminalità, ha esortato l’Amministrazione a “non abbassare la guardia perché questi sono in costante aumento”.

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