Acqua&Sapone Piancastagnaio, fumata grigia al tavolo di oggi. Nuovo incontro il 26 maggio

Il tavolo ha concordato di lavorare su tre assi simultanei e inscindibili: le ricollocazioni praticabili, la gestione dei lavoratori prossimi alla pensione, e la reindustrializzazione del sito

Di Redazione | 6 Maggio 2026 alle 19:30

Acqua&Sapone Piancastagnaio, fumata grigia al tavolo di oggi. Nuovo incontro il 26 maggio

Si è tenuto oggi, 6 maggio 2026, in Comune a Piancastagnaio, un incontro formale del tavolo istituzionale aperto sulla vertenza che riguarda il sito produttivo del gruppo Logimer/Acqua & Sapone. Alla riunione hanno partecipato la Regione Toscana, la Provincia di Siena, il Comune di Piancastagnaio, gli altri sindaci del territorio amiatino, le organizzazioni sindacali confederali e di categoria e le RSA aziendali, oltre ai rappresentanti dell’azienda.

Il Comune di Piancastagnaio ha partecipato con piena determinazione. Quello che è in gioco non è soltanto un numero di posti di lavoro, per quanto ogni singolo posto di lavoro rappresenti una famiglia, una storia, un pezzo di comunità. È in gioco la tenuta produttiva di un territorio che non può permettersi ulteriori perdite occupazionali, e la credibilità del principio — che abbiamo ribadito con forza al tavolo — secondo cui un’impresa che opera in un territorio ne è anche responsabile.

La decisione aziendale di cessare l’attività del sito espone 56 lavoratrici e lavoratori al rischio di licenziamento. Le ricollocazioni proposte dall’azienda si limitano a 7 unità, in un’area geografica ristretta, e non costituiscono ad oggi una risposta adeguata né per numero né per concreta praticabilità. Il Comune ha chiesto e ottenuto che i dati sulle sedi di ricollocazione e le distanze effettive vengano verificati e certificati, per evitare che proposte formalmente esistenti si rivelino nei fatti impraticabili per chi vive e lavora su questo territorio.

Il tavolo ha concordato di lavorare su tre assi simultanei e inscindibili: le ricollocazioni praticabili, la gestione dei lavoratori prossimi alla pensione, e la reindustrializzazione del sito. Su quest’ultimo punto il Comune è impegnato insieme alla Regione e agli altri enti a costruire una concreta “dote” di incentivi — formazione, sostegno agli investimenti, strumenti per attrarre un nuovo gestore — “Perché – spiegano dal Comune di Piancastagnaio – le strutture del sito restano disponibili e non intendiamo che rimangano vuote”.

Come condizione per la prosecuzione del confronto, le istituzioni hanno chiesto e ottenuto l’impegno aziendale a non adottare atti unilaterali — in primo luogo nessuna procedura di licenziamento — fino al prossimo incontro, fissato per il 26 maggio 2026 a Firenze. È un risultato concreto, non scontato, che tiene aperta la porta a una soluzione negoziale. Ma è anche un termine: da qui al 26 maggio l’azienda dovrà dimostrare con fatti — non con dichiarazioni — di voler percorrere fino in fondo la strada della responsabilità sociale.

Il Comune di Piancastagnaio continuerà a essere presente e attivo in ogni sede, convinto che questa vertenza si vinca con la coerenza istituzionale, la solidarietà tra enti e la capacità di trasformare il sostegno pubblico in opportunità reali per chi lavora.

L’Amministrazione comunale ringrazia la Regione Toscana per aver convocato e presieduto il tavolo, la Presidente della Provincia di Siena, i sindaci del territorio amiatino che hanno scelto di essere presenti, e tutte le organizzazioni sindacali per l’impegno costante a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. La presenza corale delle istituzioni è già di per sé un messaggio: Piancastagnaio non è sola, e il territorio sa fare fronte comune quando è necessario.

Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali di Eugenio Giani ha commentato: “Il confronto prosegue – spiega Fabiani – il tema ora è capire come l’azienda favorisce il processo di reindustrializzazione, e cioè il passaggio di mano a un soggetto che assicuri continuità economico produttiva e occupazionale a quel sito. Su questo punto – continua il consigliere del presidente Giani – si è discusso a lungo e in preparazione del prossimo tavolo, fissato il 26 maggio, abbiamo ritenuto di convocare un incontro ristretto tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali proprio sulla reindustrializzazione, anche per discutere su come ciascuna delle parti al tavolo può aiutare e favorire questo percorso e degli strumenti pubblici a supporto”.



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