Centrale Val di Paglia: In Regione la richiesta di inchiesta pubblica

Presentata alla Regione Toscana la richiesta di inchiesta pubblica da parte dei territori Amiata e Val D’Orcia

Nuovo capitolo della vicenda sulla costruzione della centrale geotermica in Val di Paglia. L’Associazione Opera Val d’Orcia, in rappresentanza di altri soggetti (tra cui Associazione Pyramid e Legambiente, oltre a imprenditori, commercianti, aziende agricole, comitati spontanei e cittadini), ha presentato una richiesta di inchiesta pubblica alla Regione Toscana.

Queste le dichiarazioni di Ecosistema Val d’Orcia: “Apprendiamo dagli organi di stampa che la Giunta regionale della Toscana avrebbe deciso di procedere ad un contraddittorio tra le varie parti chiamate in causa all’interno del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale per la centrale geotermica che la ditta Sorgenia vorrebbe costruire in Val di Paglia, al confine con la Val d’Orcia. Questa misura potrà essere senz’altro utile per far confrontare in Regione i tecnici dell’azienda proponente e quelli dei comitati e degli altri portatori di interesse che si oppongono al progetto. Tuttavia non può sostituirsi – anche considerato il fortissimo coinvolgimento popolare dei territori coinvolti – ad un altro fondamentale istituto previsto dalla legge toscana, cioè l’inchiesta pubblica”.

In maniera molto semplice viene evidenziata la differenza tra contraddittorio e inchiesta pubblica, specialmente riguardo al coinvolgimento diretto dei cittadini: “L’inchiesta pubblica prevede incontri aperti da svolgersi sul territorio interessato, in cui i rappresentanti tecnici delle parti si confrontano davanti agli interessati a conoscere il progetto, con la possibilità di porre domande e intervenire, con dei terzi esterni a moderare e relazionare. Questo istituto è, a nostro modo di vedere, insostituibile in rapporto al progetto della centrale, proprio perché l’unico in grado di costruire una vera operazione di coinvolgimento territoriale.

Ricordiamo, infatti, che la richiesta dal basso in questo senso è fortissima: l’Amiata ha già da decenni un carico enorme dal punto di vista ambientale a causa della geotermia; nello stesso comune che dovrebbe ospitare buona parte degli impianti della centrale vi è la richiesta di un referendum consultivo contrario al progetto. Altissimo è anche il coinvolgimento della popolazione del Comune di Radicofani, interessato a livello di impatti dal progetto. Varie amministrazioni pubbliche locali hanno espresso dubbi se non esplicita contrarietà: delibere in proposito sono state votate all’unanimità dai Comuni di Radicofani, Castiglione d’Orcia, Pienza e San Quirico. Per gli enti, pareri contrari dalla Soprintendenza, dalla Commissione Paesaggistica dell’Unione dei Comuni, dallo stesso responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Abbadia San Salvatore. In tale contesto, se la Regione non considerasse le istanze provenienti dal territorio, dalla sua società civile, dalle sue stesse istituzioni, commetterebbe un grave atto di prevaricazione democratica.

Confidiamo pertanto che al pur utile processo di contraddittorio verrà affiancata, e non certo esclusa, l’inchiesta pubblica. A tal fine, abbiamo provveduto a porre alla Regione Toscana ufficiale domanda di avvio del procedimento di inchiesta pubblica”.