Alla luce del dibattito che si è acceso in città sulla possibile fusione tra Monte dei Paschi e Banco BPM e sul rischio che si possa perdere il nome Siena, il Rettore dell’Università di Siena, Roberto Di Pietra, interviene anche in relazione alla candidatura dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, al Mangia d’Oro 2026, proposta proprio dall’Ateneo, che a qualcuno ha fatto storcere la bocca dopo le ultime notizie.
“Intanto – afferma Di Pietra – mi sembra che descrivere una situazione che riguarda una realtà così radicata e intimamente legata alla storia di questa città con una parola che richiama un gioco, come ‘risiko’, sia una forzatura. Qui non si gioca. Questo non è un gioco”.
Il Rettore richiama il valore storico e identitario del Monte dei Paschi per Siena: “Alle spalle c’è una storia secolare. La banca è intimamente e intrinsecamente legata alla storia della città, così come lo è l’Università. Per questo bisogna stare molto attenti. Ci sono persone, famiglie, esperienze e professionalità che vanno tutelate, insieme alla storia di un marchio fortissimo”.
“Lo stesso amministratore delegato ci ha parlato dell’importanza del brand Monte dei Paschi in occasione di un incontro con i nostri studenti. È un marchio che ha una storia, un radicamento e un valore riconosciuti e che deve essere rispettato, così come deve essere rispettato il suo legame con Siena”.
Un legame che, sottolinea il Rettore, rappresenta un patrimonio condiviso dalla comunità cittadina: “A questo teniamo noi, tiene la città, tengono le cittadine e i cittadini di Siena e tiene naturalmente anche l’Università”.
Quanto alla proposta del Mangia d’Oro a Luigi Lovaglio, Di Pietra ribadisce il giudizio positivo sul lavoro svolto negli ultimi anni: “Il percorso portato avanti fino a oggi ha cercato di preservare questo patrimonio e di evitare situazioni che potessero indebolirlo. Per questo siamo riconoscenti al dottor Lovaglio”.
“Speriamo davvero che tutte le parti interessate abbiano ben chiaro che non si può giocare con una storia di secoli. Non si fa risiko con il Monte dei Paschi, con Siena e con ciò che questa realtà rappresenta per il territorio”.