Emergenza caldo nella Casa circondariale di Siena, interrogazione in consiglio comunale

La risposta dell'assessore Papi all’interrogazione presentata dai consiglieri Alessandro Masi e Gabriella Piccinni (Pd): “Attivato il garante, situazione senza particolari criticità grazie alle misure predisposte”

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“Non sono state evidenziate particolari criticità grazie soprattutto alle misure adottate dalla direzione”. Questa la risposta dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Siena, Micaela Papi, all’interrogazione presentata dai consiglieri Alessandro Masi e Gabriella Piccinni (Pd) sulla condizione dei detenuti della Casa circondariale di Santo Spirito in questa particolare emergenza di caldo, durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre.

“Il tema sollevato – ha detto Papi – riguarda una condizione particolarmente delicata, che merita attenzione soprattutto nei periodi caratterizzati da temperature elevate, quando il disagio può essere maggiormente avvertito all’interno degli spazi detentivi. In relazione a quanto richiesto nell’interrogazione, posso confermare che l’amministrazione comunale si è attivata e ha mantenuto una costante interlocuzione con la Casa circondariale di Siena, e in particolare con il direttore Graziano Pujia, nell’ambito di un rapporto di collaborazione istituzionale che riteniamo importante non soltanto in occasione di specifiche emergenze, ma più in generale per conoscere e seguire le condizioni della popolazione detenuta. Un ruolo fondamentale in questa attività di raccordo è naturalmente svolto dal Garante comunale delle persone private della libertà personale Stefano Longo”.

“In particolare – ha specificato l’assessore -, lo scorso 28 luglio il Garante ha effettuato una visita presso la Casa circondariale di Santo Spirito, nel corso della quale ha potuto verificare direttamente le condizioni dell’Istituto e confrontarsi sulle misure adottate per far fronte al periodo estivo e alle temperature particolarmente elevate. Nella relazione del comandante del reparto della Casa circondariale emerge che, anche nella fase caratterizzata dalle temperature più elevate e da una presenza detentiva superiore alla capienza ordinaria, non sono state registrate particolari criticità o eventi di rilievo direttamente riconducibili alle condizioni climatiche. La documentazione trasmessa dall’Istituto evidenzia che sono stati predisposti interventi finalizzati a contenere gli effetti della calura e a garantire condizioni detentive il più possibile equilibrate”.

“Credo sia giusto sottolineare – ha aggiunto Papi – , da questo punto di vista, l’attenzione dimostrata dalla direzione dell’istituto, che pur operando in un contesto non semplice e caratterizzato anche da una costante scarsità di risorse, ha cercato di mettere in campo una serie di misure concrete per affrontare il periodo più critico. Per quanto riguarda, nello specifico, l’emergenza caldo, la Casa circondariale dispone già dallo scorso anno di un numero significativo di ventilatori. Quaranta ventilatori sono stati donati dalla Caritas, ai quali si sono aggiunti ulteriori apparecchi acquistati recentemente dalla stessa Casa circondariale e altre disponibilità provenienti dal mondo associativo. La direzione ha provveduto a dotare ogni camera detentiva di uno o più ventilatori, in relazione alle dimensioni dello spazio di pernottamento. Sono inoltre stati predisposti sistemi di ventilazione e di nebulizzazione dell’acqua negli spazi esterni destinati ai passeggi e nei luoghi di vita comune. La presenza di ventilatori e nebulizzatori sia nelle camere di pernottamento sia negli spazi comuni è riscontrata anche nel report dell’istituto”.

“Anche sul tema dell’idratazione – ha risposto Papi – sono state adottate specifiche misure: le sezioni detentive sono state dotate di appositi freezer per refrigerare l’acqua potabile in bottiglia, così da renderla disponibile in qualsiasi momento ai detenuti che ne facciano richiesta. Particolare attenzione è stata inoltre riservata all’aspetto sanitario. La situazione è stata monitorata attraverso specifiche raccomandazioni e attraverso visite mediche più frequenti nei confronti delle persone detenute maggiormente esposte ai rischi connessi alle temperature elevate. E’ importante sottolineare anche il ruolo svolto dal territorio e dal terzo settore: la documentazione dell’istituto sottolinea il valore del contributo proveniente dalla Caritas e dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati, che attraverso proprie donazioni hanno contribuito concretamente a migliorare le condizioni all’interno dell’istituto”.

“Per quanto riguarda direttamente la visita effettuata il 28 luglio – ha detto ancora l’assessore – , il Garante ha avuto modo di constatare personalmente le condizioni complessive della struttura. Dagli elementi acquisiti emerge una situazione di generale tranquillità, con un ambiente descritto come sereno, ordinato e pulito e privo di evidenti criticità, naturalmente nei limiti determinati dalle condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli. Questo dato è per noi significativo perché conferma l’utilità di un rapporto diretto e costante tra il Comune, il Garante e la direzione, ciascuno naturalmente nel rispetto delle proprie funzioni e competenze”.

“L’amministrazione comunale – ha spiegato Papi – non ha competenze dirette nella gestione dell’istituto penitenziario, ma può e deve svolgere un ruolo di attenzione, di ascolto e di raccordo istituzionale. Ed è proprio in questa prospettiva che considero particolarmente importante la disponibilità al confronto e alla collaborazione dimostrata dalla direzione , che consente anche al Comune di avere un quadro aggiornato delle condizioni dell’istituto e di valutare, laddove necessario e possibile, eventuali forme di collaborazione con il territorio”.

“Alla data odierna – ha detto l’assessore – la fase più critica legata alle alte temperature può considerarsi sostanzialmente superata. Questo naturalmente non significa abbassare il livello di attenzione. Il rapporto con il Garante è stato attivato, la situazione è stata verificata direttamente all’interno della Casa circondariale e il confronto con il direttore dell’istituto e con l’amministrazione penitenziaria ha consentito di acquisire elementi concreti sulle condizioni della popolazione detenuta e sulle misure adottate. Credo sia importante sottolineare questo aspetto: il compito dell’amministrazione comunale non è quello di sovrapporsi alle competenze dell’amministrazione penitenziaria, ma quello di mantenere aperto e costante il dialogo con la direzione dell’istituto, attraverso anche la preziosa funzione del Garante, affinché eventuali problematiche possano emergere ed essere affrontate con tempestività. Alla luce degli elementi attualmente disponibili, possiamo quindi affermare che l’emergenza caldo è stata adeguatamente monitorata e affrontata con una serie di interventi concreti, per attenuarne gli effetti sulla popolazione detenuta”.

“L’amministrazione comunale – ha concluso l’assessore Micaela Papi – intende pertanto proseguire il rapporto di collaborazione con la direzione della Casa circondariale, mantenendo un’interlocuzione costante. Riteniamo infatti importante che, anche al di là della specifica emergenza estiva, l’attenzione alle condizioni di vita delle persone private della libertà personale rimanga costante, attraverso un rapporto di collaborazione istituzionale, di ascolto e di confronto che permetta di affrontare tempestivamente eventuali criticità”.

La consigliera Gabriella Piccinni (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Io non posso non ribadire anche nella replica il rammarico per la tardiva discussione di questa interrogazione, presentata nel mese di luglio; i meccanismi di questo Consiglio devono essere più ricettivi su tematiche come queste che riguardano la salute e la tutela dei diritti fondamentali. Per questo non mi dichiaro soddisfatta della risposta. Nella sostanza dell’intervento dell’assessora, prendo atto dei rapporti continui con la direzione della Casa circondariale e con il Garante; noto, sarà un caso, che la nostra interrogazione è stata seguita sei giorni dopo proprio dall’opportuna visita del Garante, che ha registrato una situazione ‘serena e tranquilla’. L’affollamento delle carceri, però, è un dato strutturale, a livello nazionale supera il 134 per cento e anche a Siena la permanenza è estremamente gravosa. Questo rapporto fra affollamento e caldo doveva essere messo maggiormente in evidenza nel dibattito cittadino e nazionale. Chiederei un nuovo sopralluogo delle nostre Commissioni consiliari all’interno del carcere di Santo Spirito: a distanza di due anni dal precedente incontro, sarebbe interessante replicarlo, così da verificare con in nostri occhi lo stato della Casa circondariale e per sentire direttamente la voce dei detenuti. Ricordo che il nostro gruppo consiliare ha presentato una serie di interrogazioni sul tema del carcere, ad esempio sugli spazi per lo svolgimento dell’attività fisica e sulla profonda carenza di personale, chiedendo all’amministrazione di farsi parte attiva con il Governo per tamponare quest’emergenza. Abbiamo anche presentato un’interrogazione per il rinnovo delle strutture sportive del carcere, ormai fatiscenti, visto anche che molti dei detenuti sono di giovane età. Continueremo a monitorare la situazione perché la Casa circondariale di Santo Spirito non sia un luogo emarginato, ma parte integrante della nostra comunità cittadina”.

 



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