Mps, il presidente della Fondazione Coppini diserta l'assemblea

La delega di Palazzo Sansedoni al provveditore Marco Forte. Presente il 65,86% del capitale sociale.

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Il grande assente è Riccardo Coppini. Nel giorno dell’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi, chiamata a decidere sul futuro della banca, il presidente della Fondazione Mps non si presenta alla sede di viale Mazzini, a Siena. Era successo solo nel 2014 con l’allora presidente Antonella Mansi.

A rappresentare la Fondazione, socia con lo 0,2%, è infatti il provveditore Marco Forte, a cui è stata affidata la delega. Non è però previsto nessun tipo di intervento in aula. Un’assenza che assume un particolare significato politico e istituzionale, alla luce delle tensioni e del confronto che hanno accompagnato negli ultimi giorni la definizione della posizione dell’ente sul piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, presentato per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo.

Coppini aveva espresso il proprio orientamento favorevole all’offerta di Intesa Sanpaolo, mentre la Deputazione Generale aveva indicato il sostegno al progetto di Lovaglio. Ieri, 28 ottobre, dopo la conferma di quell’indirizzo, anche la Deputazione Amministratrice ha deliberato all’unanimità di votare a favore di tutte le proposte, sia della parte ordinaria sia di quella straordinaria dell’assemblea.

Intanto, i lavori sono iniziati con la presenza del 65,86% del capitale sociale.

Sono dieci i punti all’ordine del giorno. L’assemblea prevede inizialmente l’esame dei cinque punti della sessione ordinaria, a partire dalla nomina dei consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone. A chiudere questa prima parte sarà la proposta di distribuzione di un dividendo da quattro miliardi di euro.

Seguirà la sessione straordinaria, nella quale si concentrano alcune delle decisioni più rilevanti per gli assetti futuri dell’istituto. La fusione con Mediobanca figura al primo punto, mentre le offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali sono rispettivamente al terzo e al quarto punto.

Nel corso dell’assemblea il presidente Cesare Bisoni ha inoltre comunicato il quadro delle partecipazioni superiori al 3% del capitale.

Il gruppo Caltagirone ha depositato una quota pari al 12,66%, rispetto al 13,49% detenuto in occasione dello stacco dell’ultimo dividendo. Confermata al 17,53% la partecipazione di Delfin, mentre il Tesoro si attesta al 4,86% e Banco BPM al 3,74%. BlackRock detiene il 4,66% del capitale, mentre per Barclays è stata indicata una posizione aggregata del 3,77%.

L’attenzione resta concentrata sull’esito delle votazioni, destinate a delineare gli equilibri futuri del Monte dei Paschi. Ma a segnare l’apertura di questa giornata, almeno sul piano istituzionale senese, è soprattutto la sedia vuota del presidente della Fondazione Mps, proprio nell’assemblea chiamata ad assumere decisioni cruciali per il futuro di Rocca Salimbeni.



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