Mps, il rettore Di Pietra: “Non si gioca con la storia e con il futuro di Siena”

Il Rettore dell'Università di Siena in Consiglio Comunale: “Non sono stati spiegati i vantaggi per il sistema. Ridurre il numero degli operatori avrebbe effetti anche sulla concorrenza”

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“Non si gioca con la storia e non si gioca con il futuro”. È il richiamo del rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra, intervenuto durante il Consiglio comunale aperto dedicato al futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena e all’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo.

Un intervento nel quale Di Pietra ha posto soprattutto una questione: quali sarebbero i vantaggi dell’operazione non soltanto per i soggetti direttamente coinvolti, ma per l’intero sistema bancario italiano.

“Non si gioca con la storia e non si gioca con il futuro, il nostro futuro, con il futuro del sistema bancario nazionale, con il futuro di questa regione e con il futuro di questa città”, ha affermato il rettore.

Secondo Di Pietra, l’operazione non dovrebbe essere affrontata attraverso “logiche di potere”, ma valutata sul piano tecnico e dell’efficienza. “A che serve? Qual è lo scopo di Intesa o di altri operatori? Qual è il vantaggio?”, ha domandato, sostenendo che l’eventuale beneficio dovrebbe avere una dimensione sistemica e migliorare le condizioni complessive del settore bancario nazionale.

Il rettore ha inoltre messo in discussione l’idea che una maggiore dimensione produca automaticamente benefici. “La dimensione non necessariamente si traduce in economie di scala e in economie di scopo”, ha osservato, sottolineando come, a suo giudizio, non siano stati ancora chiariti i vantaggi che l’operazione potrebbe generare per il sistema.

Di Pietra ha quindi richiamato il percorso compiuto negli ultimi anni da Mps e il recupero di performance che ha definito “inimmaginabili solo quattro anni fa”. Al centro anche il rapporto della banca con famiglie, imprese e territori.

Per il rettore, infatti, Mps deve continuare a trasformarsi senza perdere il proprio radicamento. “La banca ha bisogno di trasformarsi, ma ha bisogno anche di essere radicata nella relazione territoriale dei suoi territori”, ha spiegato, precisando come la presenza dell’istituto abbia ormai una dimensione nazionale.

Tra i possibili effetti negativi dell’operazione Di Pietra individua il venir meno di “un operatore di primario livello” capace di erogare credito. Una riduzione del numero degli operatori, secondo il rettore, potrebbe incidere anche sulla concorrenza nel sistema bancario.

Infine la critica all’espressione “risiko bancario”, frequentemente utilizzata per descrivere le operazioni in corso nel settore: «Il risiko è un gioco di guerra e le due parole già stanno male insieme».



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