Dopo le parole di Enrico Tucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, rilasciate a Radio Siena Tv che aveva escluso un’interlocuzione amministrativa con Futuro Nazionale sostenendo che un interlocutore debba essere “suffragato dal voto”, la risposta del nuovo movimento di Roberto Vannacci con Michela Guerrini, coordinatrice provinciale, e Maurizio Forzoni, coordinatore comunale di Siena arriva a stretto giro e alza il livello dello scontro politico.
Guerrini dice di aver letto “con interesse” le dichiarazioni del leader senese di Fratelli d’Italia e individua nel riferimento ai voti espressi da Futuro Nazionale contro il Governo la principale differenza nel modo di intendere la politica.
“Per noi appartenere a un’area politica non significa rinunciare alla propria libertà di giudizio, né ritenere che ogni provvedimento del Governo debba essere approvato per disciplina di partito”, afferma Guerrini. Una linea ribadita da Forzoni: “Quando riteniamo che una scelta sia nell’interesse degli italiani, la sosteniamo. Quando riteniamo che non lo sia, votiamo contro”.
Nel mirino finisce in particolare il voto sul decreto Ucraina: Futuro Nazionale rivendica di aver votato la fiducia al Governo ma di aver successivamente espresso voto contrario al provvedimento, spiegando la scelta con la contrarietà alla politica di sostegno militare a Kiev attraverso risorse pubbliche.
“Questo non significa essere contro il centrodestra. Significa avere una posizione politica”, sottolinea Guerrini. E qui la replica si fa più politica: secondo Futuro Nazionale, stare nella stessa area non può significare necessariamente sostenere ogni scelta dell’esecutivo.
“Forse qualcuno è ancora abituato a pensare che stare dalla stessa parte significhi dire sempre sì. Noi no”, affermano i due esponenti senesi del movimento.
Da qui la rivendicazione di un progetto che, nelle intenzioni dei suoi rappresentanti, non nasce per occupare semplicemente uno spazio all’interno dell’attuale centrodestra, né per chiedere un’autorizzazione agli altri partiti.
Futuro Nazionale dice di voler rappresentare cittadini che chiedono sicurezza, tutela del potere d’acquisto, difesa dell’interesse nazionale e politiche concrete, anche quando queste posizioni possono risultare scomode per i partiti tradizionali.
E proprio sul terreno indicato da Tucci come decisivo, quello del voto, Guerrini e Forzoni rilanciano.
“Saranno proprio i cittadini, con il loro voto, a decidere chi dovrà essere interlocutore e chi no. Non i dirigenti di partito a porte chiuse”, sostiene Forzoni.
Una frase che diventa il cuore politico della replica, Futuro Nazionale considera infatti prematuro chiudere la porta a una forza politica prima che siano gli elettori a determinarne il peso istituzionale.
Ma la parte finale del comunicato assume un tono ancora più duro: “Se poi il vero problema è che Futuro Nazionale non accetta ordini, veti o investiture dall’alto, temo che ci sia un piccolo problema di lesa maestà”, affermano Guerrini e Forzoni.
E la conclusione è una vera e propria dichiarazione d’indipendenza politica: “Noi, fortunatamente, non lo abbiamo. Prima vengono gli italiani. Poi vengono i partiti”.
La contrapposizione non è soltanto sulla possibilità di un dialogo amministrativo. Il confronto tra FdI e Futuro Nazionale a Siena comincia a delineare due visioni differenti dei rapporti all’interno del centrodestra: da una parte la rappresentanza ottenuta attraverso il voto e il ruolo delle forze politiche già presenti nelle istituzioni, dall’altra la rivendicazione di autonomia di un movimento che punta a conquistare consenso sul territorio e che, almeno per ora, non sembra intenzionato a chiedere permesso agli altri partiti.