Palio 2 luglio, Saracini al contrattacco: “Non accetto insinuazioni sui proprietari. Compilation meritava rispetto”

Nuovo duro sfogo del proprietario del cavallo escluso dalla Tratta: nel mirino le parole di Sergio Profeti e i criteri di selezione dei veterinari

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Nel giorno della Tratta del Palio del 2 luglio, si accende ulteriormente il caso Compilation. Dopo le parole amare pronunciate al termine della seconda giornata di prove regolamentate, Paolo Saracini, proprietario del cavallo escluso dal lotto dei soggetti ammessi alla selezione finale, torna sulla vicenda con toni ancora più netti, aprendo un duro confronto non solo con la commissione veterinaria, ma anche con Sergio Profeti, autore di un articolo che Saracini giudica offensivo.

La rabbia, a distanza di un giorno, non si è affatto attenuata: “Quello che dovevo dire sul cavallo l’ho detto ieri. Domani andrò a parlare con i veterinari”.

A far esplodere nuovamente la polemica sono state alcune considerazioni lette su un articolo firmato da Sergio Profeti, nel quale, secondo Saracini, si invitavano i proprietari a non lamentarsi, sostenendo che i cavalli selezionati fossero quelli privi di criticità. Un passaggio che il proprietario di Compilation ha vissuto come un attacco diretto.

“La cosa che mi ha dato particolarmente fastidio, e che non permetto a nessuno, è ciò che ho letto – afferma -. Era chiaramente riferito a me, perché ieri a lamentarmi ero stato io”.

Saracini respinge con forza soprattutto ogni insinuazione relativa all’idea che un proprietario possa “addormentare” il proprio cavallo in provincia per mascherarne limiti o criticità: “Non lo accetto – attacca -, se un cavallo viene sedato non fa prestazione, ha riflessi appannati e non credo esista un fantino disposto a dargli la via in quelle condizioni”.

A sostegno della propria tesi, il proprietario richiama il percorso di Compilation negli appuntamenti ufficiali del Comune: “Compilation è probabilmente uno dei cavalli più vincenti nelle batterie comunali – rivendica -. Ha sempre dato la via, come ha fatto anche nelle prove. Va bene tutto: se il mio cavallo non piace, mandatelo al 28, al 35, dove volete. Ma non mi si dica che devo stare zitto o che dietro ci siano giochi poco limpidi”.

Da qui il ragionamento torna sul nodo centrale: i criteri di selezione dei veterinari. Saracini mette in discussione la coerenza di alcune valutazioni, citando un episodio del passato per evidenziare quelle che considera disparità di trattamento.

Ricorda infatti il caso di Alcnachito, cavallo di sua proprietà nei primi anni Duemila, escluso definitivamente dopo un episodio pericoloso avvenuto nella Selva.

“Nel luglio 2001 Alcnachito scalciò in modo pesante nella Selva – racconta -, I veterinari di allora mi dissero giustamente che quel cavallo non si sarebbe più dovuto vedere. In 25 anni la tutela del Palio dovrebbe essere andata avanti”, lasciando intendere che non sempre i criteri siano stati applicati in modo omogeneo.

Pur sottolineando di non voler personalizzare lo scontro con altri proprietari o fantini, Saracini rivendica il diritto di difendere il lavoro svolto attorno a Compilation: “Quello che non consento è che si infanghi l’amore, la dedizione e la passione che i proprietari mettono 365 giorni l’anno, questo non lo permetto a nessuno”.

Il confronto con i veterinari, previsto dopo la Tratta, sarà il momento della verità. Saracini si aspetta spiegazioni legate soprattutto a criteri numerici e di gestione complessiva del lotto: “Credo mi diranno che c’erano tanti cavalli e che hanno dovuto adottare criteri oggettivi, magari legati anche ai canapi. Nel 2025 i cavalli erano 101, esattamente come quest’anno”.

E soprattutto, Saracini ricorda una valutazione ricevuta personalmente da uno dei veterinari appena un anno fa: “Mi fu detto che il cavallo piaceva, che era morfologicamente adatto e che il problema semmai sarebbe stato il canape, da lasciare alla valutazione dei capitani. Nel 2026 il cavallo migliora, viene attenzionato dalle Contrade, e finisce al 28 giugno”, conclude.

Parole che mantengono aperta una polemica destinata a far discutere anche oltre la Tratta, toccando uno dei temi più delicati del mondo paliesco: il rapporto tra criteri tecnici, trasparenza delle valutazioni e fiducia dei proprietari nel sistema di selezione dei cavalli.



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