Il giorno dopo la vittoria, l’emozione non è passata, anzi… per Fabio Giustarini, capitano della Nobil Contrada del Nicchio, forse il successo ha assunto un sapore ancora più intenso: “Forse il giorno dopo è meglio, perché uno metabolizza il tutto. Il giorno stesso c’è ancora l’adrenalina, il giorno dopo uno si sveglia e dice: ma è vero? Sì, è vero“.
Una vittoria attesa a lungo e che adesso si riflette soprattutto nelle immagini del popolo del Nicchio riversato per le strade di Siena. Ed è proprio questo uno degli aspetti che dà maggiore soddisfazione al capitano.
“Il piacere più grande è aver vinto per questi ragazzi, per le persone anche più anziane che aspettavano da tanto tempo – racconta Giustarini -. Tutto sommato se lo meritava il popolo, perché si è comportato bene in questi anni. Come ho sempre detto, una contrada il Palio lo vince quando se lo merita e noi in questo momento ce lo meritavamo”.
Tittia, la festa è soltanto rimandata
L’unica nota amara della vittoria resta l’incidente occorso a Giovanni Atzeni detto Tittia, protagonista della Carriera con Anda e Bola e costretto a rinunciare ai festeggiamenti dopo la caduta.
Giustarini aggiorna sulle sue condizioni: “Stavano facendo ulteriori accertamenti per vedere la situazione. È sotto controllo, ne avrà per qualche giorno ancora“.
Per il capitano del Nicchio è l’unico episodio ad aver rovinato una festa altrimenti perfetta: “Effettivamente si meritava, per quello che aveva fatto, di essere portato in trionfo e di godersi la vittoria. Abbiamo dovuto solo rimandarla e si farà un’altra volta”.
Il ricordo del 1998
Inevitabile, infine, il confronto con l’ultima vittoria del Nicchio prima di quella conquistata ieri, quella del 1998. Giustarini trova però differenze sostanziali tra le due Carriere: “Quella del ’98 il popolo era arrivato al giorno del Palio con la stessa intensità, con la stessa voglia di vincere, quello sì. Poi nel ’98 non si aveva il primo cavallo e non c’era il primissimo fantino, per cui la situazione era un po’ diversa”.