Crescono le richieste di aiuto e aumenta il numero di persone costrette a tornare più volte agli sportelli. È il quadro che emerge dal Rapporto 2025 della Caritas Diocesana di Siena presentato oggi, con dati che evidenziano un incremento significativo delle situazioni di fragilità economica e sociale sul territorio senese.
Nel corso del 2025 gli accessi ai servizi Caritas sono aumentati del 32% rispetto all’anno precedente: dai 9.437 del 2024 si è passati infatti a 12.441 accessi ai centri di ascolto, ai servizi di distribuzione di beni materiali, supporto alimentare e orientamento.
A crescere non è soltanto il numero complessivo degli accessi, ma anche la frequenza con cui le persone tornano a chiedere aiuto. La media delle visite per utente è salita infatti da 10 a 14 all’anno. Un dato che, secondo la Caritas, testimonia come le difficoltà economiche siano sempre più strutturali e continuative.
In aumento anche l’età media degli utenti, che raggiunge i 50,9 anni. Preoccupa in particolare il dato relativo agli over 65, che rappresentano il 20% degli utenti complessivi. Cresce inoltre la percentuale di italiani che si rivolgono ai servizi Caritas, passata dal 37% del 2024 al 39,1% del 2025. In aumento anche le donne, che oggi rappresentano il 54% degli utenti contro il 51% dell’anno precedente.
“Andando ad analizzare i dati al di là dei numeri ci rendiamo conto come effettivamente le povertà stanno aumentando – sottolinea Don Vittorio Giglio, portavoce della Caritas Diocesana di Siena –. Noi siamo passati da 10 a 14 accessi all’anno per ogni singola persona quindi abbiamo dei numeri abbastanza importanti e parliamo di quasi 12.500 accessi per circa 900 persone in un anno. Questo vuol dire che hanno bisogno di ripresentarsi continuamente ai nostri sportelli”.
Don Giglio evidenzia poi il dato relativo agli anziani: “Un altro dato che per noi diventa preoccupante è l’aumento degli over 65, cioè dei pensionati. Sostanzialmente magari hanno la casa, hanno la pensione ma questa non è più sufficiente a gestire la quotidianità della vita”.
Sul tema è intervenuto anche il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, che ha richiamato alla necessità di una risposta condivisa tra istituzioni e territorio. “Io credo che essendo comunque la nostra una piccola città e un piccolo centro, sia possibile essere attenti e intervenire senza cadere dalle nuvole rispetto ai problemi che insorgono – ha dichiarato Lojudice –. Ci sono problemi negli anziani, nei giovani, negli adolescenti. Dobbiamo prenderne atto e provare a fare sempre di più, in maniera compatta e coesa. Serve un’azione univoca e convergente che metta insieme tutte le forze presenti sul territorio”.