Restauro monumento ai caduti guerra indipendenza, Scuola Edile Siena raccoglie l’appello

Alcune personalità della città avevano segnalato le condizioni di degrado dell'opera di Tito Sarrocchi. La scuola edile: "Pronti a fare la nostra parte"

Monumento ai caduti della guerra d’indipendenza di Tito Sarrocchi nel degrado, la scuola edile di Siena raccoglie l’appello lanciato da alcune personalità della città (LEGGI QUI). L’ intervento del presidente della Scuola edile di Siena Giannetto Marchettini.

“Come soggetto tecnico che fa formazione sul territorio e in piena collaborazione e sintonia con le istituzioni cittadine, siamo sicuramente disponibili a fare una valutazione sulla fattibilità del restauro del Monumento ai caduti della Guerra d’Indipendenza di Tito Sarrocchi e a fornire allievi di un eventuale corso formativo con docenti esperti”. A sottolinearlo il presidente della Scuole edile di Siena Giannetto Marchettini ed esponente di Ance Siena sulla discussione nata sull’eventuale necessità di un restauro del Monumento ai caduti della Guerra di Indipendenza di Tito Sarrocchi. “Un’attività – spiega Marchettini – in linea con la mission della Scuola come peraltro già avvenuto per il restauro della statua del Cristo Re al cimitero monumentale della Misericordia, agli interventi realizzati al Santa Maria della Scala e per il recupero pittorico dei palchi storici del Palio grazie alla buona collaborazione con l’Amministrazione comunale e ad un rapporto ormai consolidato nel tempo che ha restituito alla città interventi di grande pregio. Una statua che avrebbe bisogno, da un prima valutazione, di un recupero in seguito alla presenza di un degrado strutturale, della ripulitura da graffiti, la rimozione di croste nere e stuccature. Prendendo spunto dalla discussione in corso pertanto, la Scuola edile di Siena rinnova la propria disponibilità, per quanto di sua competenza, auspicando anche che a Siena possa trovare spazio in futuro – conclude Marchettini – una scuola di formazione finalizzata al restauro permanente che possa concorrere al recupero dei beni storici, artistici e architettonici della città, al di là delle attività già programmate dalla Scuola edile con la Regione Toscana attraverso il Fondo Sociale Europeo”.