"Basta accanimento sui più fragili": Rifondazione Comunista Siena attacca la Giunta dopo gli sgomberi al parcheggio "Il Duomo"

Il partito interviene dopo la denuncia della rete SiSolidal sulla rimozione di coperte e ripari ai richiedenti asilo: "A Siena si sceglie la via della disumanità anziché quella dei diritti"

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite
"Basta accanimento sui più fragili": Rifondazione Comunista Siena attacca la Giunta dopo gli sgomberi al parcheggio "Il Duomo"

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Dopo le recenti denunce dei volontari di SiSolidal sulla situazione al parcheggio “Il Duomo” e sulla rimozione dei giacigli di fortuna dei richiedenti asilo, interviene sulla vicenda il circolo di Rifondazione Comunista di Siena. Di seguito il testo del comunicato stampa diffuso dal partito.

“Il decoro urbano non può diventare una giustificazione per calpestare la dignità umana.
A Siena, in nome del cosiddetto decoro urbano, si sta consumando una situazione che non possiamo più accettare.
Persone migranti, già costrette a vivere in condizioni di estrema precarietà, vengono allontanate dai parcheggi cittadini dove, durante la notte, cercano un riparo di fortuna dal freddo e dall’umidità. Coperte, zaini e indumenti vengono rimossi, privando queste persone anche di quei pochi averi che rappresentano tutto ciò che possiedono.
Parliamo di circa 80 persone che non hanno un altro posto dove andare, che non dispongono di un alloggio e che cercano semplicemente un luogo in cui trascorrere la notte senza essere esposte alle intemperie.
È questa l’idea di decoro urbano che vogliamo per la nostra città? Si può davvero pensare di risolvere il problema della povertà e della marginalità nascondendo chi ne è vittima, togliendo loro persino le coperte e gli indumenti?
Quello che sta accadendo a Siena richiama quanto successo a Trieste, dove un’ordinanza ha limitato l’attività dei volontari di Linea d’Ombra, impedendo loro di prestare assistenza sanitaria nelle ore serali e nei fine settimana.
Persone che hanno bisogno di cure, sostegno e solidarietà si sono trovate così davanti a ulteriori ostacoli. A Trieste sono state necessarie due morti per riportare l’attenzione pubblica sulle condizioni drammatiche di chi vive in strada.
Dobbiamo aspettare che anche a Siena ci scappi il morto prima di renderci conto della gravità di quello che sta accadendo?
Il nostro partito, Rifondazione Comunista, esattamente 2 anni fa accolse nella propria sede una cinquantina di persone che per 7 mesi dormirono al riparo di pioggia e sgombri notturni; al tempo ci siamo sostituiti ai doveri del Comune ma non è giusto nemmeno per i migranti trovare uno scarno giaciglio e un solo bagno…per tutti.
Denunciamo inoltre il fatto che l’operato della polizia municipale responsabile del prelevamento di zaini, coperte e altri effetti personali, in occasione dei controlli, non sia accompagnato dalla redazione di verbali amministrativi in base alla legge 689/81, dove dovrebbe essere redatta la lista del materiale rimosso e prelevato ed il luogo di destinazione e custodia.
Ci chiediamo se tali modalità operative della Polizia Municipale soggiacciano a delle regole di uno Stato di diritto.
A nostro avviso l’Amministrazione deve prevedere un piano per il freddo, non solo per gli immigrati ma per i senza tetto in generale. È assolutamente inutile mandare via le persone, togliere loro le coperte e non dare nessuna alternativa, d’altronde i tempi per il rilascio dei documenti sono lunghissimi.
Le volontarie e i volontari non possono restare in silenzio. Da mesi si occupano di rivestirli e procurare loro zaini e coperte ma non ce la fanno più, hanno finito il materiale, spesso di valore che finisce nella spazzatura, inquinando oltremodo più del necessario!
Inoltre non possiamo accettare che la povertà venga trattata come un problema di ordine pubblico e che la solidarietà diventi un ostacolo al decoro.
Chiediamo che tutto questo abbia fine. Chiediamo che nessuno venga privato dei propri beni, che siano garantiti ripari dignitosi, assistenza e servizi essenziali. Chiediamo alle istituzioni di assumersi le proprie responsabilità e di affrontare l’emergenza abitativa e sociale con strumenti adeguati, non con provvedimenti che colpiscono chi è già più fragile.
Una città non è più decorosa perché nasconde i poveri. Una città è civile quando non lascia indietro nessuno”.



Articoli correlati