In vista del Consiglio comunale del 29 ottobre, Per Siena ha esaminato il bilancio consolidato 2025 e la variazione di bilancio numero tre. I numeri raccontano una realtà diversa da quella che l’Amministrazione presenterà.
Il gruppo comunale chiude con un utile di circa un milione e mezzo, ma la gestione operativa è in perdita per 564 mila euro. Il risultato positivo si regge su quasi tre milioni di partite straordinarie, il saldo fra 15,3 milioni di sopravvenienze attive e 12,2 di sopravvenienze passive: rettifiche contabili su crediti e debiti degli anni passati. Le plusvalenze vere valgono appena 361 mila euro. Non è un utile di buona gestione, è un utile di pulizia contabile.
Nel frattempo i debiti del gruppo crescono di quasi dieci milioni, da 85,7 a 95,6: sei milioni di nuovi mutui e oltre tre milioni di fatture non pagate ai fornitori. Quasi 80 milioni su 95,6 fanno capo al Comune. Il problema non sono le partecipate: è il Comune, che si indebita di più e paga più lentamente le imprese del territorio. A questo si aggiunge un dato strutturale: la spesa corrente sta in equilibrio solo grazie a oltre nove milioni di avanzo applicato. Senza, le entrate ordinarie non coprirebbero la spesa ordinaria. È un bilancio che regge, ma con il fiato corto.
La variazione numero tre applica altri 664 mila euro di avanzo. Aumentano turismo (oltre 800 mila euro tra costumi del Palio e Siena Incanta), manutenzioni straordinarie, varchi ZTL e videosorveglianza, Franchi e rifiuti. Diminuiscono la difesa del suolo (700 mila euro), gli anziani (quasi 389 mila), infanzia e minori, disabilità, edilizia popolare e servizio idrico.
Non sappiamo ancora se si tratti di tagli reali o di somme che quest’anno non sarebbero state spese comunque, ed è proprio questo il punto: né la relazione né i revisori lo spiegano. Per Siena chiederà il dettaglio per capitolo, a partire da due voci. Gli anziani, la cui spesa corrente scende da 870 a 482 mila euro, quasi il 45 per cento in meno. La difesa del suolo, per sapere se l’intervento slitta, viene sostituito dal contributo regionale per il collettore di Renaccio e della Massetana o viene abbandonato.
Chiederemo inoltre conto della riduzione di 362 mila euro della quota capitale dei mutui nel 2026, che potrebbe nascondere una rinegoziazione e quindi un debito spostato sul futuro, e del calo di 452 mila euro nella cassa del fondo di riserva.
Il Consiglio non può essere chiamato a votare in fretta, sotto la scadenza del 31 ottobre, spostamenti di risorse dai servizi alle persone senza conoscerne le ragioni. I senesi hanno diritto di sapere come vengono usati i loro soldi.