Nuovi elementi emergono dalle indagini sulla morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. A parlare è Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta bis, che, a margine della conferenza stampa di presentazione della relazione del Ris, tenutasi all’Hotel Nazionale di Roma, ha indicato quello che considera uno degli aspetti più significativi degli ultimi accertamenti: l’uomo individuato attraverso le ombre nelle immagini di videosorveglianza non sarebbe stato un semplice passante, ma avrebbe avuto un ruolo attivo nella vicenda.
“La novità più dirompente di oggi è che non era un passante l’uomo del vicolo che per troppi anni è stato descritto come un eventuale turista che passava di lì e lasciava morire un moribondo – ha dichiarato Vinci – . In realtà quella persona ha avuto un ruolo assolutamente attivo in questa vicenda e di fatto ha bloccato i soccorsi per oltre 20 minuti perché Rossi in quel momento era ancora vivo e poteva essere soccorso”.
Vinci: “Almeno quattro o cinque persone coinvolte”
Secondo il presidente della Commissione, la ricostruzione presentata dal Ris rafforzerebbe l’ipotesi di un’azione organizzata, con il coinvolgimento di più persone sia all’interno della sede della banca sia all’esterno, nel vicolo di Monte Pio. “In Italia un omicidio fatto in quel modo non può essere un delitto d’impeto”, ha affermato Vinci, riferendosi a quello che la Commissione ritiene “a tutti gli effetti un omicidio”.
“Come testimoniato oggi e certificato dal Ris vi erano verosimilmente due persone a bloccare il vicolo, così come vi erano più persone all’interno dell’ufficio di Rossi quando è stato appeso. Parliamo quindi di almeno 4-5 persone coinvolte”. Una ricostruzione che, secondo Vinci, porterebbe a escludere l’ipotesi di un gesto improvvisato e a concentrare l’attenzione su un’azione pianificata.
La pista della criminalità organizzata
Il presidente della Commissione si è soffermato anche sulla possibile matrice dell’omicidio, facendo riferimento a organizzazioni criminali strutturate, capaci di agire contemporaneamente all’interno della banca e nel vicolo sottostante. “Tutte queste sono modalità che non si addicono a un omicidio fatto da conoscenti ma da organizzazioni strutturate che sono in grado di entrare all’interno di una banca, prendere una persona e bloccare un vicolo”, ha spiegato. Tra le ipotesi al vaglio della Commissione figura anche quella di un possibile coinvolgimento della ‘ndrangheta.
“Di sicuro è stata una entità criminale molto organizzata. Dai nomi che sono emersi in tutta questa indagine, sono ridondanti alcuni facenti parte della criminalità organizzata della Bassa Mantovana e della Bassa Reggiana, quindi quella è la direzione chiara nella quale stiamo andando”.
La relazione del Ris e le ombre nel vicolo
Le dichiarazioni di Vinci arrivano nel giorno della presentazione degli accertamenti condotti dal Ris dei Carabinieri sulle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza la sera della morte di Rossi. Al centro dell’attenzione ci sono le ombre che indicherebbero la presenza di una o più persone nell’area del vicolo non direttamente inquadrata dalle telecamere. La ricostruzione video realizzata con l’intelligenza artificiale dalla Commissione, sulla base delle analisi tecniche, mostra una figura che sarebbe rimasta nella zona per circa 28 minuti, prima di affacciarsi nel vicolo e allontanarsi.
Per Vinci, questi elementi assumono un significato preciso: la presenza nel vicolo non sarebbe stata casuale, ma parte di un’azione coordinata che avrebbe impedito di prestare tempestivamente soccorso a David Rossi. Restano tuttavia da accertare le responsabilità individuali e l’eventuale coinvolgimento della criminalità organizzata, ipotesi sulle quali prosegue il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta.