UniStraSi ospita Parole di Giustizia, Montanari sfida il Governo sul tema dell’integrazione: "Non li vuole nemmeno nelle scuole"

Il rettore: "Che cosa significa parlare di giustizia mentre ragazze e ragazzi italiani di seconda generazione chiedono di essere parte di qualcosa che invece li respinge?"

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“Cosa significa essere stranieri oggi in Italia, in un Paese in cui il Governo non li vuole nemmeno nelle scuole?“. È la domanda con cui il rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, presenta la nuova edizione di Parole di Giustizia, la rassegna che domani, venerdì 23, e sabato 24 ottobre porterà in città magistrati, studiosi, scrittori, rappresentanti religiosi e testimoni per confrontarsi sul tema “Stranier* come noi”. Un interrogativo che si accompagna a una critica, seppur senza riferimenti espliciti a singoli provvedimenti, alle politiche del Governo sull’inclusione delle persone di origine straniera.

“Cosa significa lavorare in un’università per stranieri oggi in questo Paese? E che cosa significa guardare la Costituzione avendo, per dirla col Vangelo, sete di giustizia in un Paese come questo, oggi?”, prosegue Montanari, invitando la cittadinanza a partecipare a due giornate di riflessione organizzate dall’Università per Stranieri di Siena e dall’Associazione di studi giuridici Borrè-Verardi, in collaborazione con Magistratura democratica.

Il rettore richiama anche il tema delle nuove generazioni e della loro ricerca di riconoscimento: “Che cosa significa parlare di giustizia mentre ragazze e ragazzi italiani di seconda generazione nelle strade italiane, in modi di cui dovremmo discutere, chiedono di essere parte di qualcosa che invece li respinge?”. Una domanda che sposta il dibattito oltre la sola questione migratoria, chiamando in causa il significato concreto dell’appartenenza, dei diritti e della cittadinanza dei più giovani.

L’obiettivo della manifestazione è proprio interrogarsi su come costruire un mondo senza esclusi, mettendo in discussione le retoriche identitarie e l’idea di confini culturali invalicabili. “È un seminario aperto alla cittadinanza per riflettere insieme su che cosa significhi essere oggi stranieri e su come proprio questa dimensione, lo sguardo dell’esilio, può contribuire paradossalmente a salvarci”, conclude Montanari.

Il programma: due giorni tra giustizia, religione, cultura e testimonianze

La rassegna prenderà il via venerdì 23 ottobre alle 10 all’Istituto Enea Silvio Piccolomini, con l’incontro “Siamo tutti stranieri”: Rita Sanlorenzo, Giuseppe Alfarano, Aya Ashour e Bukhari Haseeb dialogheranno con gli studenti a partire dalle proprie esperienze.

Nel pomeriggio, dalle 15 a Palazzo Pubblico, il rettore Tomaso Montanari terrà una lectio su “Universalismo dei diritti e diversità delle culture”, introdotta da Livio Pepino. Seguirà il confronto tra Tommaso Greco e Marco Aime, moderato da Andrea Zampini, sul carattere artificiale dei confini.

Alle 18, nel Palazzo arcivescovile, spazio al dialogo tra l’arcivescovo di Siena, Augusto Paolo Lojudice, e l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, in un incontro dedicato a “La religione che unisce, la religione che divide”, moderato da Nello Rossi.

Sabato 24 ottobre gli appuntamenti si sposteranno all’Università per Stranieri. Dalle 9.30, nell’aula magna Virginia Woolf, Alessandro Fo e l’antropologo Augusto Cacopardo dialogheranno sul tema “Affrontare lo spaesamento”, dopo l’introduzione di Antonella Di Florio.

Seguirà una sessione dedicata al diritto, alle esclusioni e alle tutele, con Michela Frulli, Marco Gattuso e Maurizio Veglio, introdotti da Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica. La mattinata si concluderà con una riflessione sulla decolonizzazione della cultura: Paola Caridi terrà una lezione seguita dal dialogo con Riccardo De Vito.

Nel pomeriggio, dalle 14.30 alla Limonaia del Polo Civile, Aya Ashour, Giuseppe Alfarano, Bukhari Haseeb e Andrea Satta porteranno le proprie testimonianze nel confronto “Stranieri tra aspettative e realtà”, coordinato da Viola Mazzucchelli. A chiudere la manifestazione sarà l’incontro dedicato a “Lo straniero nella letteratura”, con Pietro Cataldi e Igiaba Scego, introdotti da Chiara Gabrielli.

Due giornate che, attraverso il diritto, la cultura, la religione e le storie personali, intendono affrontare una domanda che riguarda l’intera società: chi è considerato straniero e quanto siamo disposti a riconoscere nell’altro una parte della nostra stessa umanità.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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