Caso Asilo Monumento, le reazioni dei politici

Tante le reazioni sul caso Asilo Monumento da parte dei politici senesi

Sul caso Asilo Monumento molte sono state le reazioni, a partire dalla posizione del primo cittadino Bruno Valentini, che si definisce orgoglioso delle scuole senesi sul suo profilo Facebook.  “Spesso vengono sperimentati innovativi metodi di formazione e di apprendimento- scrive – , con il coinvolgimento informato dei genitori. Il futuro delle città dipende soprattutto da come i nostri bambini crescono. All’Asilo Monumento nei mesi scorsi i piccoli alunni hanno partecipato ad un gioco divertente ed istruttivo, che qualcuno ha voluto leggere in modo distorto ed altri denunciare con toni infamanti. Se volete fare un attacco politico, prendetevela pure con me o con i miei assessori ma lasciate stare gli educatori ed i genitori di quei bimbi innocenti che hanno partecipato ad un gioco collettivo, senza alcuna malizia. La presunta perversione è solo nella testa di chi l’ha ipotizzata. Senza se e senza ma, sto dalla parte degli insegnanti, e dei genitori indignati per queste accuse. E se gli avvocati del Comune vedono una traccia di calunnia nelle ingiurie dette o scritte vi querelo pure. Viva le libere scuole di Siena”.

Dalla parte delle educatrici anche Pietro Staderini, che, in una nota stampa che ha inviato a titolo personale, esprime la sua solidarietà a coloro  che sono finite nella gogna. “Ricordo che le insegnanti sono persone con skill di alta professionalità – scrive – , competenza e serietà, elementi distintivi che consentono ai nostri asili di offrire un servizio di qualità. Purtroppo, trattare con estrema leggerezza ideologica, come troppi politici fanno, il tema del gender nelle scuole, porta a vedere la cosiddetta educazione di genere, anche dove questa non c’è. L’episodio dell’Asilo Monumento non è certo un pericoloso caso di gender-mania. Chi conosce il lavoro delle educatrici, sa che la progettualità delle attività didattiche richiede tempo, riflessione e condivisione oltre che partecipazione alle famiglie. Le attività tese alla formazione e allo sviluppo dei bambini, infatti, impegnano molto tempo alle insegnanti -spesso anche fuori orario di lavoro- e la fase della condivisione riveste un aspetto importante. Questa attività educativa sulla metodologia della globalità dei linguaggi, che lascia disorientati i non addetti ai lavori, non deve portare a considerazioni e conclusioni inopportune e la filiera “istruzione” del Comune ha le competenze necessarie in grado di valutare efficacemente tutti i progetti educativi elaborati delle insegnanti. L’attenzione manifestata su questa vicenda, ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’importanza che riveste l’educazione dei bambini. Ma l’attenzione è necessaria sempre. Sia quando i bambini utilizzano la schiuma da barba che quando si imbrattano con la farina o con i colori, e la nostra attenzione non deve mai venire meno anche quanto si mettono in secondo piano i valori delle nostre tradizioni e della cultura occidentale”.

A dire la loro anche la Presidente della Commissione comunale Cultura e Scuola Rita Petti e il Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Simone Vigni del Gruppo PD. “I toni sospettosi e allarmistici dell’interrogazione, utilizzati  a scopo politico per mettere in
discussione l’operato dell’Amministrazione sfruttando la naturale attenzione e l’inevitabile scalpore che suscita il tema dell’infanzia, hanno innescato un crescendo esponenziale di comunicazioni distorte. Toni – scrivono -, del resto, caratteristici della dinamica dei ruoli tipica del dibattito consiliare e non esclusiva di una parte, toni che dovremmo ricordare sempre di auto regolamentare, consapevoli dei
disastrosi effetti che la paura, la diffidenza e la rabbia possono determinare. Sentimenti forti, viscerali, molto difficili da governare, cavalli di battaglia di estremismi mai estinti che non appartengono e non devono ritornare ad appartenere né al linguaggio politico né a quello “civico” , di cui molti ultimamente si fanno paladini. Il civismo è sicuramente un valore positivo ma usato troppo spesso impropriamente per mimetizzare estremismi e ideologie lontane dalla democrazia. Esprimiamo, pertanto, grande stima e solidarietà umana alle educatrici e agli operatori delle scuole dell’infanzia comunali, certi della loro professionalità, e condividiamo lo sdegno dei genitori; politicamente non possiamo fare finta di niente e perciò ci auspichiamo una costante attenzione da parte di tutti all’approfondimento dei contenuti e alla moderazione dei toni del dibattito politico e della comunicazione, convinti sempre più che una società sana si basa essenzialmente sul rispetto delle diversità e sulla conoscenza, valori imprescindibili nella nostra azione umana e politica”.

Prende le distanze dall’interrogazione comunale presentata dai compagni di lista il consigliere Massimo Bianchini che afferma: “Anche io sono un genitore di un bambino che frequenta l’Asilo Monumento ed anche io, come altri sono amareggiato dalle notizie apparse sulla stampa, e dai giudizi, spesso sommari, pubblicati sui social.
Intendo esprimere la mia completa fiducia nella professionalità di tutte le persone che lavorano all’Asilo Monumento, in primis alle maestre di cui ho sempre apprezzato la competenza e la dedizione nei confronti dei bambini.
Ritengo personalmente che nel caso specifico tutto si sia svolto nel rispetto assoluto del rapporto genitori / insegnanti.
Al netto delle responsabilità penali di chi si erge a giudice sommario, ritengo altresi che sarebbe opportuno restituire alla vicenda la giusta dimensione, e per far ciò, nell interesse di tutti, sarebbe utile che l eventuale, ulteriore dibattito si sviluppasse nei limiti della continenza, della ragionevolezza e del buon senso.”

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